Sognando l’Adda e l’altra parte del mondo con l’arte di Anna Casu 🎙️

Alcuni percorsi artistici sembrano non poter avere quasi per definizione un modello d’ispirazione, e forse è proprio questo il segreto dietro la loro aurea magnetica. A ricordarcelo ci pensa la vivace e versatile vena da autodidatta di Anna Casu, in arte Annika. L’imbersaghese, 69enne, fa parte della schiera di artisti attivi in questo lido rivierasco lecchese, per circa un decennio “riparo” di Ennio Morlotti, che qui ha lasciato un segno indelebile del suo “passaggio”, come ricorda il Premio annuale a lui dedicato dal Comune e rivolto agli artisti emergenti Under 35. Un’alta densità di pennelli che forse non è poi tanto casuale, perchè lo stimolo all’azione qui è davvero palpabile e costante, complice l’Adda che con i suoi scorci eleganti offre colori da cartolina in tutte le stagioni. E Anna, che abita a due passi dal fiume, ha tratto anche da qui lo spunto per dare una bussola ad una creatività altrimenti sfrenata.

“Mi viene difficile collocare schematicamente la mia arte, ma se devo proprio vedere delle similitudini, trovo dei punti in comune con l’arte impressionista. Alcuni rivedono nei miei lavori una rievocazione di Gauguin ad esempio per le figure esotiche – racconta Anna – ma ad essere sincera le riproduzioni non sono mai state nelle mie corde. Ne ho fatta qualcuna, ma preferisco liberare la mia inventiva senza attenermi per forza a dei modelli che vincolano la fantasia”. E in effetti la sua casa è un concentrato di colori che attingono ad una scala molto ampia. Anna non guarda al figurativo piuttosto che all’astratto, ma lascia al fruitore la licenza di dare un’interpretazione più realistica o fantastica al quadro, anche se a dire il vero la sua tendenza espressiva informale esce fuori molto frequentemente. Frotte di pesci, fiori sparsi in atmosfere indefinite, animali domestici e ritratti di bambini innocenti, provenienti da paesi orientali del terzo mondo si alternano nel magico mondo di Anna, pervaso dall’emozione e da tracce di colore “gettato” come base ad animare molte delle sue tele, anche queste fabbricate direttamente dall’artista con l’ausilio di legni leggeri e lenzuola tese e adeguatamente trattate. E la stessa versatilità stilistica si ritrova anche nella continua variazione delle tecniche che l’artista padroneggia con abile disinvoltura, dai colori a olio al carboncino, dai pastelli agli acrilici, fino all’acquerello.

Di pari passo poi con la passione artistica Anna si porta dentro, mostrandolo con soddisfazione anche all’esterno, un amore sconfinato per i bambini meno fortunati. “Forse è un amore che deriva dal fatto di non aver mai avuto figli – spiega Anna – Il ricavato della vendita delle mie opere va all’associazione Lama Gangchen che si occupa del sostegno di bambini nepalesi e delle regioni himalayane. Tramite questa realtà sostengo infatti tre bambini a distanza. La trovo una forma di aiuto come tante, ma non è migliore di altre solo perchè do una mano a chi sta lontano, io ho trovato questa e sono contenta di poter fare qualcosa di buono per loro”.

Di questi luoghi esotici Anna, che ha sempre coltivato la passione per il viaggio, non si limita solo a fotografarne i bambini per poi riprenderli nelle sue tele, ma conserva anche “tesori” locali, come le bambole che rivelano il profondo legame affettivo stretto con queste zone. Ne tira fuori insomma tutta l’essenza, dalla storia alla cultura. Riguardo alla sua sensibilità solidale, diverse sono le iniziative espositive benefiche a cui ha partecipato anche nell’ultimo periodo Covid, devolvendo, tra le altre azioni, parte del ricavato della vendita di alcune tele per l’ospedale Mandic di Merate. Quanto al curriculum che si è “costruita”, l’instancabile vena creativa di Anna ha varcato in questi anni soglie impensabili per i livelli ordinari di un autodidatta (quasi, avendo frequentato qualche anno di Liceo Artistico a Brera), se si pensa che è riuscita ad entrare in contesti come le Biennali di Venezia e Milano, e allo Spazio d’Arte di Brera. Risultati in linea con l’ambizione di un’arte libera e vivace, come Anna.

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