Emma Bozzella, la pittura come esercizio di equilibrio per la vita ðŸŽ™ï¸

Tra le sue numerose proprietà latenti di segno positivo, la pittura racchiude in sé una forma di sprone alla meditazione che non si discosta molto dal potere rigenerante per i sensi, intrinseco ad alcune pratiche ascetiche dell’Asia, lo yoga probabilmente su tutte. Non per forza legata ad una componente puramente spirituale, a volte si dimostra un valido alleato di alcuni artisti, per riscoprire quella serenità d’animo, che spesso per definizione è inquieta. Questa qualità dell’arte è sicuramente la prediletta da Emma Bozzella (1972). Milanese di nascita, vimercatese d’adozione, la sua vena pittorica ha seguito fasi alterne, influenzata dalle “necessità” del vissuto, sempre guidata da quest’esigenza di fondo di instaurare un equilibrio interiore e provare ad incanalare un’indole naturalmente focosa e travolgente.

“Mi sono fin da giovane indirizzata sulla strada artistica diplomandomi come stilista, dopo un percorso di formazione superiore in cui ho iniziato ad avvicinarmi allo studio della pittura e delle tecniche pittoriche – racconta Emma – ho quindi proseguito su questo filone artistico frequentando l’Accademia Orafa, che mi ha dato le basi per affermarmi poi professionalmente in quella che è la mia occupazione oggi, come modellista e prototipista per una storica azienda della Brianza della meccanica di precisione. Su questo sfondo l’arte è stata sempre mia compagna di viaggio, come una sorta di esigenza terapica, fin dall’età di 16 anni, per controllare un temperamento effervescente che d’estate mi portava a “fare le stagioni” nei villaggi turistici. È stato così, dall’unione di questi impegni adolescenziali quasi complementari per me, che ho cominciato a rasserenare la mia mente. La pittura all’epoca rifletteva l’incertezza degli stati d’animo conflittuali dell’età, ed era per lo più violenta. Appartengono a questa fase anche i ballerini che danzano in paesaggi dai cieli improbabili e scorci metafisici. Negli anni seguenti mi sono addentrata in un periodo decisamente materico, fatto di maggiore attenzione alle cornici, all’artigianato e alle fusioni”.

Gli impegni della quotidianità lavorativa e di famiglia hanno segnato la fase centrale della vita artistica di Emma, che ha dovuto accantonare la sua passione per assecondare altre esigenze. La passione è però riesplosa intorno al 2015, favorita, come un motivo ricorrente dell’arte, da un evento luttuoso che ha toccato la sua sfera degli affetti. “Questo accadimento ha rappresentato un input davvero importante per rimettermi d’impegno nel mio angolo di meditazione. Lo stile però nel frattempo è nettamente mutato, e se possibile maturato. Le mie composizioni sono diventate dei poemi illustrati ad olio o a tempera, generalmente materici, carichi di simbologia spesso sottile e di mondi da esplorare non semplici da interpretare, che, volendo trovare un riferimento, possono richiamare alla lontana paesaggi surrealisti. Non è cambiato però l’obiettivo dei miei lavori, cioè raffigurare i miei stati mentali, in un esercizio in linea con altre attività votate al rilassamento e alla distensione della mente che ho praticato e pratico attualmente, dalla danza allo yoga. Il flusso creativo in quella pausa non si è però interrotto completamente, si è solo leggermente allentato: ho tenuto infatti corsi nelle scuole di pittura, incisione e sbalzo sui metalli che mi hanno tenuto in allenamento sotto questo profilo”.

I temi del nuovo corso sono inseriti in fondali illuminati da tonalità accese, e popolati dalle specie umane e animali più diverse: una rete suggestiva in cui i protagonisti della natura sembrano convivere in totale armonia, senza barriere o confini, e in cui il tema della rinascita, punto fermo inestirpabile del suo pensiero e del suo porsi sempre nuovi obiettivi e rilanciarsi continuamente, è rappresentato da una vegetazione rigogliosa quasi sempre presente, che può scaturire da qualsiasi cosa, anche dalle mani. Difficile, in questa varietà di paesaggi, avere quindi letture univoche e definitive dei suoi lavori, complesse elaborazioni figurative – in cui inserisce parenti, amici e conoscenze – che in virtù del loro essere articolati, si prestano ogni volta a inediti possibili percorsi sensoriali e interpretativi.

Emma Bozzella, Sorelle (olio su tela, 2019)

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