Arte come rigenerazione pubblica a Biassono: l’associazione Osculati intreccia storia e sociale

Combinare aneddoti sulla storia locale, l’arte e il sociale, non è compito semplice in tempi in cui incuriosire è diventata una vera impresa e l’assorbimento tecnologico spesso non aiuta a riprendere in mano, per esempio, documenti che ricostruiscano l’antico aspetto dei nostri paesi. A Biassono a favorire quest’occasione è stato di recente un atto di vandalismo all’edicola di via Cesana e Villa, quasi di fronte al municipio. Un’azione come tante, che da incivile si è trasformata in un ottimo “pretesto” colto dall’associazione culturale Gaetano Osculati – realtà molto impegnata sul terreno culturale, tra gli altri fronti su un ambizioso progetto di promozione della storia dell’esplorazione italiana che punta a costruire ponti con altre nazioni, dove i nostri connazionali hanno saputo portare le loro competenze in materia attraverso sinergie internazionali –.

L’idea è stata riproporre sulla serranda del chiosco vergato dai bontemponi della domenica, un motivo di riflessione sul fenomeno della violenza di genere, che in molti comuni ormai è simboleggiato dalle rutilanti panchine rosse. Se però l’amministrazione comunale ha detto no a questo tipo di iniziativa, l’associazione non si è scoraggiata, “andando oltre”. Prima ha avviato una call per ricercare un artista che fosse disposto a mettersi in gioco sull’argomento attraverso un’opera di rigenerazione. Quindi, non trovando riscontro, con il passaparola è arrivato ad individuare il belluschese Mattia Fucci, su preziosa indicazione del prof. Marco Migliorini dell’Università degli Studi dell’Insubria. Lavorando per evidente necessità negli orari di chiusura dell’esercizio violato di Mattia Di Francesco, l’artista brianzolo, studente di Brera, ha dato vita ad un fulgido manifesto di arte pubblica su tre lati del chiosco, con parti a spray che richiedono una maggiore profondità di lettura visiva, e altre in acrilico più immediate, che si presta a vari livelli di lettura.

Il profilo fronte strada del manifesto d’arte di rigenerazione e sociale di Mattia Fucci

Il tema portante del lavoro è quello sociale ed è indicato dal numero di emergenza 1522. Più lirici e profondi i messaggi di poeti e poetesse, tra cui spicca Alda Merini, che cercano di toccare le nostre corde emotive provando a scuoterci, a non lasciarci indifferenti di fronte alla tragica realtà dei numeri della piaga silenziosa. Lo stile in dissolvenza di alcune parti richiama proprio la sfuggevolezza con cui queste notizie ci giungono all’orecchio, sommerse dalla distrazione ormai tipica del nostro tempo caotico. Con lo stesso stile velato è presentata, sul lato fronte strada, la figura di Maifreda da Pirovano, sorella biassonese condannata a morte nel 1300 e appartenente all’Ordine degli Umiliati, che nel comune brianzolo disponevano di due conventi, uno maschile situato in centro, l’altro femminile a Sant’Andrea, in zona più periferica, dipendenti da quello “centrale” di Milano. Ebbene Maifreda venne arsa sul rogo come seguace della controversa religiosa, Guglielma la Boema, che proposta per la canonizzazione alla morte nel 1281, diede vita a un culto presto individuato dall’Inquisizione come eretico e condannato solo qualche anno più tardi. E Maifreda fu la sua più fervente proselita ad essere giustiziata. Ma in qualche modo le due figure sono accomunate da un tragico destino che l’associazione biassonese ha voluto ricordare perchè legato alle radici di questo ex paesino rurale della Brianza e in qualche misura al femminicidio.

Durante l’inaugurazione di venerdì 4 giugno, l’associazione che ha promosso l’idea insieme ad Anpi Biassono e sindacato pensionati Spi Cgil e Fnp CISL, con Alberto Caspani ha voluto quindi, oltre che rispolverare l’importanza di un tema sociale spesso sottovalutato, riportare all’attenzione il culto cristiano-guglielmita, che nonostante le resistenze della Chiesa dei primi anni, vive ancora in Olanda, oltre che in alcune abbazie in Italia fra cui la rinomata struttura cistercense di Chiaravalle alle porte di Milano, dove Guglielma fu attiva in vita predicando la sua dottrina, basata in linea generale su una forte connotazione femminile all’interno di molti aspetti spirituali, come l’idea di uno Spirito Santo femmina, assente nelle altre concezioni cristiane. Anche da qui naturalmente, il rapporto molto forte con l’argomento di tutto il progetto, il femminicidio.

Non solo, perchè la sua evidente rivalutazione nei secoli successivi ha investito anche la sfera della cartomanzia, se è vero che la figura della Papessa nei Tarocchi, è riconducibile proprio a Guglielma. Ma le divagazioni storiche potenzialmente apribili sono tante, come quella del legame di Guglielma con l’influente casata dei Visconti di Milano. Da questi aneddoti si scopre inoltre il passato glorioso di Biassono a dispetto della dimensione, ma forte di una posizione assolutamente rilevante rispetto al capoluogo meneghino. Molti di questi caratteri sono stati evidenziati da Caspani durante la passeggiata storica in paese, a margine dell’inaugurazione della “nuova edicola”, un nuovo punto di riferimento per riflettere di storia e sociale. 

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