L’arte dell’intaglio illumina il Sentiero dello Spirito del Bosco

Una gita sulle alture comasche, gustando tutta la magia sprigionata dagli abitanti silvestri del posto. Tra creature gnomesche e animali da favole illustrate, sembra disegnato a misura dei più piccoli escursionisti il Sentiero dello Spirito del Bosco a Canzo, oasi di pura fantasia in simbiosi speciale con la naturalità composta di un territorio esclusivo per gli amanti delle ascensioni montane, con le sue vette mai fuori moda, i fantomatici “Corni” e il Cornizzolo. Ma per quanto si cataloghino come impagabili paradisi a una certa quota, l’atmosfera regalata da questo itinerario non la offre nessun’altra destinazione. Fissata la partenza nelle vicinanze della Chiesa di San Francesco o al parcheggio di Fonte Gajum, l’anima spirituale avvolge la foresta e i suoi ospiti a partire da circa metà del percorso, snodato per la prima parte su un sentiero lastricato, che va detto, non si presta agevolmente per le famiglie con passeggini al seguito.

Giunti alla tappa di Prim’Alpe, dopo una sosta al centro visite di Legambiente, a spezzare la salita, quasi imposta da una fontana e prati che invogliano all’idea pic-nic, ecco spuntare come funghi i primi esserini, silenziosi animatori del sottobosco, a farci strada verso la seconda tappa del tragitto. La compagnia dolce e giocosa ci accompagna per altri 45′ verso la cima dell’Alpe Terza, con la saggezza degli gnomi, lo sbatter d’ali delle civette, insieme ad altre decine di entità stravaganti, a volte enfatizzate nelle espressioni sfruttando le irregolarità del legno, oppure la luce naturale che batte su alcuni punti oscurandone altri, scolpiti da un falegname “dall’indole intagliatrice”: lui è il canzese Alessandro Cortinovis, che in questo modo simpatico nel 2008 ha dato vita ad una collezione di personaggi e profili che non sfigurerebbe neanche in un museo tradizionale del legno, ricavate da specie arboree del posto in cattivo stato di salute o già decedute, per valorizzarne la materia prima ancora validissima. Qui però sembrano trovarsi decisamente a loro agio, sparsi lungo il sentiero in luogo dei tradizionali segni montani ad indicarci la retta via all’agriturismo di Terz’Alpe.

Nel frattempo nel 2012 il nucleo si è arricchito con altre deliziose novità del bosco, sempre scolpite nel legno, arrivando oggi a sfiorare il centinaio di esemplari. E d’autunno il percorso si gusta in tutta la sua essenza, grazie alle brillanti tinte di stagione delle foglie caduche di una vegetazione avviata al “letargo” invernale. Per chi fosse in cerca dell’autore di queste meraviglie, sulla strada del ritorno verso Fonte Gajum si può immaginare quale sia la “fucina dei miracoli” incubatrice del progetto. Puntando lo sguardo verso la serie di villini che adornano via Gajum, vi risponderete da soli. In alternativa al sentiero principale, per chi non disdegna la conoscenza di altre curiosità locali, per la discesa si può scegliere il tragitto alternativo più alto, che presenta la segnalazione su appositi pannelli, della formazione geologica (rocce metamorfiche…) delle montagne che segnano la Val Ravella.

Fra le altre piacevoli destinazioni in zona, oltre ai vicini Corni di Canzo e al Cornizzolo, l’opzione Lago del Segrino è sempre allettante per chi ama il relax completo, mentre sempre per chi ama le scampagnate d’autunno, poco più a nord la puntata al castagneto di Rezzago è un altro prezioso spunto da tenersi in tasca.

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