Monza in Acquarello tradizione diffusa in città: un altro grande successo

È un elogio purissimo, che scava nelle proprietà più limpide della risorsa primaria per eccellenza, quello che anche quest’anno, per la sua terza edizione in corso, propone il palinsesto di Monza in Acquarello, con l’organizzazione affidata a Tiziana Tagliabue dell’Accademia Internazionale dell’Acquarello e l’assessorato alla Cultura di Monza guidato da Massimiliano Longo. Dopo il successo degli eventi in presenza, di importante richiamo di pubblico molto variegato, con le demo e la possibilità di assistere “in diretta” alle interpretazioni magistrali ad acqua dei più quotati esponenti della scena internazionale, fino a fine luglio resta in visione nei punti espositivi simbolo della Città di Teodolinda, uno sfizioso menù di nomi da non perdere per restare aggiornati sul meglio di questa tecnica sofisticata da tutto il mondo. Location tradizionali ma anche novità.

È incorniciato infatti da una sede inedita e d’eccezione quale si presenta la duriniana Villa Mirabello, appena passata in gestione diretta del Consorzio Parco di Monza e Villa Reale, l’allestimento degli autori legati al mondo della botanica, del naturalismo, dell’illustrazione e della riproduzione floreale, in spiccata simbiosi con il ricco (e in questa stagione rigoglioso) patrimonio del parco. Scenograficamente fra le idee di architettura più distinte dell’intera area cintata reale, l’antica dimora secentesca è valorizzata da figure come Alessandro Troisi, Anna Regge, Pierino Delvò, Annalisa e Marina Durante, chi attingendo ad una maniera oggettiva e didattica di certi erbari antichi, senza lasciare traccia d’emozione, chi con il ricorso più evidente alla fantasia.

Un interesse per il creato a volte intrecciato con percorsi affini, studi o attività condotte parallelamente dagli autori, come certifica il modello di Pierino Delvò, ottico e fotografo, o incarichi che spiegano meglio il gusto quasi ossessivo per il dettaglio, che si rivede nel tratto di Alessandro Troisi, responsabile artistico delle Oasi WWF. C’è chi poi la passione per l’acquerello la trasmette sui banchi, come Silvio Boselli che insegna alla Scuola d’Arte del Castello Sforzesco, oltre a godere di grande considerazione come illustratore nell’editoria per ragazzi.

E per non perdere l’abitualità ormai rodata degli spazi espositivi tradizionali, resta attiva in centro città la “vetrina” dei Musei Civici. Alla Casa degli Umiliati ribolle il dialogo di firme ugualmente risonanti nel microcosmo dell’acquarello: i vari Valerio Libralato, Felice Feltracco, Massimo Ciavarella, senza dimenticare autori stranieri sul modello di Jansen Chow, concertano senza un unico filo tematico conduttore, con soggetti che svariano dal quotidiano al filone ambientale, sviscerando anche linguaggi espressivi non trattati nelle precedenti edizioni e singolari, come suggerisce la vena autoritrattistica del belga Tejo Van Der Broeck, che indossa una leopardesca maschera trasparente affiancandola a citazioni del poeta maledetto. Anche qui, oltre alla cifra tecnica che non richiede certo giudizio critico per essere apprezzata in tutta la sua essenza, non passa inosservato il rilievo internazionale degli ospiti in realtà di livello conclamato nel settore, criterio rimasto indifferibile per le selezione, quali l’Accademia Italiana Acquarellisti e non solo.

A Villa Mirabello e alla Casa degli Umiliati le mostre proseguono fino al 27 giugno, mentre l’Arengario “va lungo” fino a fine luglio, con un’altra scorpacciata di figure di valida caratura. Figure fra cui non si fatica a contemplare l’estro di Alvaro Castagnet ed Eudes Correia, supremo interprete dell’arte di sublimare la normalità con la pittura ad acqua; Chris Krupinski e Michall Starchenko, riferimenti di valore assoluto dell’iperrealismo americano e russo, che colpiscono per l’incisività delle linee e dei primi piani. Fino ad arrivare a Pasqualino Fracasso, approdato al pianeta ad acqua da autodidatta dalla precedente passione aeronautica. Un valido e variegato assortimento di figure, come sempre sostenuto dal contorno suggestivo dell’ex sede municipale, che porta con sé un motivo in più per restare nel centro monzese fino ad estate inoltrata.

Entusiasta della reazione del pubblico Tiziana Tagliabue, coordinatrice dell’ormai rodata kermesse dei record: “Alla terza edizione, come lo scorso anno in un’altra condizione di difficile gestione legata all’emergenza, mai ci saremmo aspettati un riscontro di questo tipo, con gli eventi dei tre giorni “live” inaugurali tutti sold out e la presenza di visitatori da tutto il mondo, che ha mosso anche i settori commerciale e quello turistico come solo il Gran Premio sa far meglio. Apprezzatissime anche le sessioni Demo, dove sempre per ragioni contingenti non abbiamo punto svelare i punti della città in cui gli artisti si sarebbero posizionati, con i visitatori che li hanno scoperti quindi in autonomia, per evitare assembramenti. Abbiamo scomodato una guest star come Alvaro Castagnet dall’Uruguay, fra l’altro apprezzandone l’umanità, la vena intrattentrice e il travolgente lato da showman. Gli stessi artisti si sono fatti portavoce dell’evento sulle testate dei rispettivi paesi di origine, per un eco davvero mondiale. Sono tutti motivi che ci fanno sorridere, specialmente perchè ci siamo confrontati con un evento già molto complesso di per sé, che la circostanza pandemica ha ulteriormente complicato”.

* Le mostre all’Arengario, Musei Civici, Villa Mirabello e Galleria Civica (artisti minori) sono visitabili gratuitamente.

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