Reggia Monza, non solo Napoleone: riapertura passa anche dagli studenti del Nanni Valentini

Napoleone non riapre da solo le sfarzose stanze della Reggia di Monza. C’è un altro sfizioso contorno da gustare, nel già prelibato menù di tre mesi che ci accompagna con l’incanto della cultura al prossimo autunno, con visite guidate, conferenze, concerti, letture poetiche e rappresentazioni teatrali, che dal 20 giugno hanno iniziato ad animare le sale e i Giardini del prestigioso palazzo. Un anno di ricerca teorico-artistica, introspezione e analisi sociale condotta da un nutrito gruppo di studenti delle classi IV e IV, degli indirizzi del Liceo Artistico della Villa Reale di Monza Nanni Valentini, è infatti sfociato in due mostre estive dalla forte impronta sociologica, che “alloggiano” nelle serre e nelle argenterie reali: due spazi perfettamente congeniali agli altrettanti filoni espositivi paralleli in cui si è concretizzato il workshop organizzato nel corso dell’ultimo anno scolastico dall’associazione culturale M.Ar.Co. Monza Arte Contemporanea, e che affianca con un contenuto più rivolto al futuro, le ricche proposte legate all’anniversario della scomparsa del condottiero corso.

Parliamo di un programma di stage di 8 mesi e dalla finalità nobile, visto che si pone come obiettivo la creazione di nuove professionalità, in linea con l’innovazione digitale. L’avvincente e futuristica sfida lanciata nella splendida cornice piermariniana è stata declinata in forma d’arte contemporanea dall’associazione, nella figura del presidente Maurizio Caldirola, in sinergia con Alessandro Villa, docente del dipartimento Design del Politecnico, e l’artista Vanni Cuoghi, docente dell’Accademia di Belle Arti di Como, che hanno materialmente condotto il laboratorio. L’idea guida, risolta nel programma Modul-Abile, è ruotata attorno alla possibilità, che suona anche come paradosso, di variare il modulo abitativo e renderlo vivo e metamorfico, giocando sulla contrapposizione tra questo elemento per natura fisso, e il dinamismo proprio del suffisso -abile. Lo spunto per il focus sulla polivalenza e l’elasticità del valore abitativo l’ha lanciato proprio l’ex residenza di lusso con i suoi irriproducibili dettagli geometrici neoclassici che compongono le pavimentazioni, il mobilio e le architetture del monuentale complesso, testimonianze dell’estro ineguagliato del Maggiolini e del Piermarini. Dopo la preliminare fase di discussione e analisi, gli studenti hanno quindi dato vita, unendo le forze, e le competenze proprie di ogni indirizzo specialistico, a due esposizioni: Modul-Abile Habitat, di stampo grafico, inscenata nella ridente cornice delle serre reali, che riassume nelle tre dimensioni 8 soluzioni abitative “alternative” in multistrato di pioppo, alte fino a sei metri e dalla linea stilizzata, che passano dall’alveare al diamante, dall’igloo alla sfera. E ancora dalla cupola al nido, dalla culla alla yurta; Modul-Abile Extrude, nell’ex sala consiliare, ha invece una decisa impronta designistica, sintetizzando in maquette sempre in legno, il frutto di questa inedita ricerca residenziale rivolta all’avvenire, che si sposa fra l’altro a meraviglia con un’emergenza nell’emergenza provocata dal periodo Covid, come il bisogno irreprimibile di evasione mentale e fisica dagli spazi di vita quotidiani.

Veduta della composizione ambientale Yurta, parte del progetto Modul-Abile in visione alle Serre Reali della Reggia (2021)

Sotto i riflettori va però inevitabilmente solo una minima parte di un lavoro inimmaginabile, come ha sottolineato durante l’inaugurazione della doppia rassegna di venerdì 25 giugno, Maurizio Caldirola, coordinatore e promotore principale dell’intera operazione, che ha ricordato come tutti gli allievi abbiano avuto la loro parte di attività da “sbrigare”: “dai designer che hanno progettato i modelli delle opere ambientali e delle maquette, agli scenografi che hanno pianificato gli allestimenti, passando dagli architetti che hanno elaborato il mappale con i rendering delle installazioni e dei modellini. Fino agli studenti dell’indirizzo multimediale, a cui è stato affidato l’incarico di salvaguardare l’operato dei propri compagni, attraverso un cortometraggio che verrà divulgato sui social al termine delle mostre, che restituisca l’essenza di un’esperienza che io sappia unica in Italia di questo genere, messa in campo in un periodo complesso come quello che viviamo”. Soddisfatto dell’iniziativa, specialmente delle ricadute positive generate in termini di valorizzazione delle abilità degli studenti coinvolti nell’esperienza di P.t.c.o. (ex alternanza scuola-lavoro) anche l’assessore alla Cultura monzese, Massimiliano Longo, che ha sottolineato l’importanza del progetto in un territorio che è per solida tradizione patria del design e dell’architettura, avendo già avuto modo di apprezzare l’estetica della mostra in modalità notturna dal Magic Bus di Monza Visionaria. Sulla lunghezza d’onda di Longo si è mantenuto Corrado Beretta, istruttore tecnico-direttivo del Consorzio Parco e Villa Reale, che ha evidenziato il ruolo storico di primissimo ordine giocato da Monza e dalla Reggia nell’ambito del design con l’organizzazione della Biennale, prima della nascita della rassegna Triennale e il passaggio di testimone dell’evento di fama riconosciuta nel capoluogo milanese. Ricordando anche la fortuna degli studenti del Nanni Valentini di poter sperimentare la loro materia di specializzazione, in una cornice di pregio assoluto e invidiabile a due passi dalle aule di lezione. Diversi gli interventi che hanno messo in rilievo l’eccezionalità di un’occasione, sviluppata lungo un intero anno scolastico, che ha offerto l’opportunità di allacciare legami relazionali a dispetto delle tante limitazioni imposte dal momento.

A condire le tante note già liete di un’esperienza coraggiosa, che si candida a diventare modello per l’eccellenza espressa nell’interesse dei giovani, nonostante le tante difficoltà dettate non solo dal periodo e brillantemente superate, ha contribuito la collaborazione di diversi sponsor e partner privati (Cantù Srl di Villasanta fra le novità) che hanno sposato la filosofia di un’iniziativa concepita come fuori dal coro, perchè in grado di offrire visibilità diversa, con un contenuto, la formazione ben curata degli studenti, che guarda dritto al futuro. Uno spiegamento eccezionale di risorse ed energie, che vede destinatari i ragazzi autori delle opere, i loro contatti stretti, la comunità monzese, ma anche il mondo delle imprese, collezionisti, appassionati e cultori d’arte, attraverso una straordinaria rete di promozione del bello, di fronte alla quale il patrocinio fra le altre di Regione Lombardia, non sembra presentarsi come un caso.

Un’altra prospettiva della mostra Modul-Abile (2021) alle Serre Reali: da sinistra le opere Igloo, Diamante e Cupola.

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